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L’ira dell’elite contro il governo che organizza la loro Coppa del Mondo


L’élite che ha fischiato ed insultato la presidente nella inaugurazione è la presenza dominante negli stadi.

Bruno Lima Rocha e Dijair Brilhante, 10 luglio 2014

Scritto dopo il debutto della nazionale brasiliana e prima della fine delle qualificazioni - La Coppa del Mondo della FIFA viene considerata come uno dei più grandi eventi sportivi mondiali. Non c'è niente di strano se i dirigenti dell'istituzione guidata da Blatter proseguono nel fare cento richieste al paese che accoglie il torneo. Nella realtà i diritti fondamentali sono stati sospesi, proprio nel paese in cui c'è un governo "di sinistra". Peggio nel paese tropicale.

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Quando il Brasile fu eletto come sede del 2014, il governo brasilano non poteva immaginare la grandezza della sfida che poneva l'organizzazione della Coppa del Mondo per compiacere tutti. Curiosamente (o no), la classe dei più insoddisfatti era la vera beneficiaria della competizione della FIFA. L'élite che ha fischiato ed insultato la presidente alla inaugurazione è la presenza dominante negli stadi. Il che può spiegare gli insulti esagerati. La presidente del Brasile sapeva cosa l'aspettava, forse per questa ragione ha evitato di pronunciare il discorso di apertura durante la cerimonia. Come tutti sanno, è stato il cosiddetto "yellow block" (neologismo inventato dalla TV Folha in un impagabile reportage) a dare inizio alla reazione più reazionaria.

Gli insulti ed i fischi sono iniziati nella zona VIP, dove di sicuro non ci va il popolo. Il presentatore TV, Luciano Huck, proprietario del marchio d'abbigliamento "Use Huck" che aveva dato origine alle T-shirts della campagna "Siamo tutti scimmie", è stato accusato di essere uno dei primi a fischiare. Dettaglio: i biglietti d'ingresso in questa area dello stadio costavano intorno ai 900 reales (circa 400 dollari yankee!). Huck si è difeso nella sua trasmissione settimanale, sbraitando contro l'attitudine al dileggio da parte del pubblico presente. Ha calmato bloccata in una catena nazionale la rabbia della elite brasiliana, la quale non riesce a coesistere con un governo che non è stato eletto per loro, e ancor peggio, non sanno come regolarsi in una festa fatta per incarico di coloro che sono ai vertici della società. Le stesse persone che si lamentavano dei movimenti sociali che protestavano fuori, "protestavano" negli stadi, chiedendo birra d'importazione. Ai coxinhas brasiliani [borghesia snob - ndt.] non gli va mai bene niente. Nelson Rodrigues spiega che il menar calci è un trauma della elite brasiliana; quelli che sono in fondo alla società ne soffrono le conseguenze, perché tendono a riprodurre le abitudini di vita imposte dai controllori dell'apparato di riproduzione ideologica.

Un bilancio degli stadi

Gli stadi, i tribunali ed i campi sono lo spazio di polemica dei contratti ufficiali. Tutti gli stadi brasiliani costruiti per la Coppa del Mondo sono stati messi alla prova, ci sono stati alcuni problemi, però niente di grave.

Itaquerão (Sao Paulo, Brasil) - Luogo della partita inaugurale del torneo. I giornalisti si sono lamentati che il segnale internet era instabile nel centro stampa e nelle zone comuni. Qualcuno si è lamentato dei bar per la mancanza di cibo e per le bibite calde. Durante la partita le luci si sono spente, ma non tutte, ma non c'è stata nessuna interruzione di gioco.

Mané Garrincha (Brasilia, Distrito Federal) - Lunghe code si sono formate agli ingressi per i controlli con i metal detector per la partita Svizzera- Ecuador. Molti tifosi sono entrati a partita in corso.

Maracanã (Rio de Janeiro, Rio de Janeiro) - Bar sotto accusa allo stadio Mario Filho, la scarsità di cibo e le lunghe code per acquistare le bibite hanno reso nervosi i tifosi per la partita tra Argentina e Bosnia. L'incidente più grave si è avuto per la partita tra Cile e Spagna: i tifosi cileni hanno invaso il centro-stampa con l'intenzione di giungere alle gradinate, la polizia di Río è ricorsa all'aiuto delle guardie di sicurezza della FIFA per contenere gli invasori.

Mineirão (Belo Horizonte, Minas Gerais) - Molti problemi col traffico fuori dello stadio. All'interno reclami per il servizio bar inefficiente. Ed anche per le lunghe code ai bagni.

Arena Pantanal (Cuiabá, Mato Grosso) - Qui lunghe code ai bar e reazione dei rivenditori, il fatto più grave durante la partita Australia-Cile, in cui i tifosi sono riusciti ad entrare con i razzi. Il comitato organizzatore locale (COL) ha definito l'episodio dei razzi come "inaccettabile".

Arena Pernambuco (São Lourenço da Mata Grande Recife, Pernambuco) - Mancanza di cibo nei bar, inoltre violazioni della sicurezza. I tifosi della Costa d'Avorio sono riusciti a portare strumenti musicali (proibiti dal regolamento della FIFA), dando luogo ad una festa con grande allegria degli africani.

Arena Fonte Nova (Salvador, Bahia) - Problema con le lunghe code all'ingresso e per le file ai bar all'inizio della prima partita. Nella seconda è andata meglio.

Arena das Dunas (Natal, Rio Grande do Norte) - Lamentele per la mancanza di segnale per i telefoni cellulari, con momenti in cui ogni comunicazione era impossibile.

Castelão (Fortaleza, Ceará) - Il problema era il 3G, l'instabilità del segnale per i cellulari ha ostacolato il lavoro dei giornalisti e provocato lamentele nel pubblico.

Arena da Baixada (Curitiba, Paraná) - Molti ritardi all'entrata, i tifosi si sono lamentati anche dei tempi di attesa ai bar ed ai bagni.

Beira-Rio (Porto Alegre, Rio Grande do Sul) - Problemi col segnale telefonico per internet, alcuni tornelli bloccati con code all'ingresso. Il problema maggiore con l'impianto sonoro dello stadio, che ha impedito l'esecuzione degli inni nazionali e le informazioni audio per la partita tra Francia e Honduras.

Arena Amazônia (Manaus, Amazonas) - Lamentele per le lunghe code ai bar e per le carenze nel personale volontario incapace di dare informazioni e di parlare lingue straniere. La gente seduta sulle scale o a far confusione nei passaggi impediva la vista della partita. Mancanza del segnale telefonico.

In questo paese il diritto alla protesta è sospeso.

Continua in Brasile anche durante la Coppa del Mondo, l'ondata di proteste con le sue rivendicazioni, quantunque non sia la stessa dell'anno scorso. Esiste una mobilitazione per rivendicazioni concrete, gli obiettivi sono simili, però non è proprio la stessa cosa. E' difficile che le proteste assurgano a carattere di massa in questo 2014, a causa del fatto che forze come il PSOL e il PSTU, capitalizzando i dividendi della campagna elettorale che hanno davanti, scendono in strada e moltiplicano gli eventi pubblici.

Trascorsa più di una settimana dall'inizio dei mondali, ci sono manifestazioni in tutte le città che li ospitano. Alcuni dicono che i manifestanti sono degli opportunisti e che si stanno approfittando dell'eco mediatica che offre il Mondiale. A San Paolo uno scontro tra polizia e manifestanti ha provocato dei feriti, tra cui due giornalisti della CNN. Di fatto, l'opportunità di protestare si dà per il fatto che la realizzazione della Coppa presenta un conto che sarà pagato dai più poveri. Siamo di fronte a sgomberi di massa di intere aree geografiche, al caro-prezzi del suolo urbano, alla realizzazione di opere in posti dove non ci sono società di calcio rilevanti (vedi Cuiabá e Brasília), o alla costruzione di stadi nuovi dove esistono tre squadre professionistiche con i loro propri stadi (come a Recife). Siamo avanti ad ovvi abusi ed eccessi di polizia.

Mentre Brasile e Messico se la giocavano a Castelão, a Fortaleza c'è stato un duro scontro con la polizia militare dello stato di Ceará e lo stesso è successo nello stato di Pernambuco. A Recife, gli occupanti dei movimento Occupy Estelita hanno cercato di occupare il centro della città. La ragione sta nel progetto edilizio "Nuevo Recife", il cui obiettivo è la costruzione di torri altissime in una città già piena, con un percorso fatto di illegalità, d'accordo con le autorità fiscali federali. L'occupazione si è svolta pacificamente, con una programmazione di attività ludiche. Come sempre, il governo dello stato di Pernambuco, ha mandato la polizia antisommossa sul posto, con uso di lacrimogeni e proiettili di gomma contro gli occupanti. Hanno approfittato del clamore della partita della nazionale per mettere in essere un'azione completamente antipopolare. Chi è che è stato opportunista in questo caso?

Dilma fischiata e la non identità tra il governo in carica e l'élite che va allo stadio.

I fischi a Dilma, accompagnati da maldicenze e parolacce hanno dato il segno all'inizio della Coppa del Mondo. In questo momento, dopo una stereotipata festa di inaugurazione, il lulismo si è trovato faccia a faccia col suo peggior nemico.

Per essere chiari, Lula ed i suoi non cercano una identificazione con quel Brasile a cui piacerebbe parlare una lingua straniera e che guarda sorpreso ed a bocca aperta al centro del capitalismo come la quintessenza della civiltà. Il maggior partito di ex-sinistra del continente viene tollerato "e senza amore" da coloro che dominano il paese a livello ideologico, economico e politico.

Si tratta di una doppia lealtà mai risolta dal PT nella sua coalizione di governo oligarchico. L'era di Lula (e Dilma) è stata segnata dal "guadagnar-guadagnar", per cui chi sta sopra fattura grazie al "Bismarckismo Tropical" e le politiche sociali migliorano la vita di chi sta sotto.

Il problema sta nella punta superiore della piramide sociale. Come di solito succede, c'è una una mediocre interpretazione da parte della tendenza materialista. Gli ex-militanti hanno associato la lealtà di classe ai benefici materiali portati dalle realizzazioni del governo. Il ragionamento è corretto, soprattutto quando si tratta di guadagnare un'enorme riserva elettorale.

Come nel resto dell'America Latina, la maggioranza dei governi agiscono solo a proprio beneficio e della loro frazione di classe, qualche provvedimento redistributivo è visto come un'eccezione, conquistando così immediatamente la lealtà (il voto e l'affetto), di coloro che hanno ottenuto il minimo sperato all'interno di un sistema democratico.

Questo governo funziona con la logica di rafforzare le struttture del capitalismo e la conseguente proiezione del Brasile sullo scenario internazionale, intendendo necessario l'aumento del potere delle imprese del capitale nazionale o associato.

Il PT ed i suoi alleati hanno fatto un buon governo per un paese capitalista la cui struttura si basa sullo stato patrimoniale. Per qualche mente lucida di destra si è trattato dell'opzione "meno peggio". Però si sono dimenticati di combinare questo con la classe dominante e con la sua frazione ausiliaria, quella classe medio-alta che opera per la riproduzione dei grandi controllori materiali e simbolici della nazione.

Dilma è stata fischiata da costoro perchè non si identificano con lei, almeno per la maggior parte del pubblico presente a Itaquerão. La ex- guerrillera fa di tutto per costruire un paese che accompagni lo sviluppo del capitalismo brasiliano, però non dispone di una classe dominante predisposta a tale audacia. Infine, chi la mandó al governo cercando di soddisfare coloro da cui è così mal riconosciuta come la élite brasiliana?


Scritto dopo il debutto della nazionale brasiliana e prima della fine delle qualificazioni.

Dijair Brilhante (dijairalemdasquatrolinhas@gmail.com) è studente in giornalismo
Bruno Lima Rocha (blimarocha@gmail.com) è professore in scienze politiche e relazioni internazionali






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